• Accademia Nazionale di Scherma


    Al servizio della Scherma e dell'Italia dal 1861


    Benvenuto nel sito dell'Ente che rilascia i diplomi magistrali di scherma

  • Chi siamo


    L'Accademia Nazionale di Scherma è l'Ente riconosciuto dallo Stato italiano (Decreto Reale 21 novembre 1880) per il rilascio dei diplomi magistrali abilitanti all'insegnamento della scherma in ogni sua forma (sportiva, storica, artistica), al maneggio delle armi bianche e di ogni altro strumento sia nell'originario contesto militare sia in ambito civile. L'Accademia Nazionale di Scherma è l'unico Membro d'Onore della Federazione italiana scherma, riconosciuto per il rilascio dei diplomi magistrali.

  • Commissione Tecnica


  • Organigramma


    L'Amministrazione dell’Ente è affidata esclusivamente al Consiglio d'Amministrazione. Il Consiglio d'Amministrazione è composto da soli soci (soci, soci Onorari e soci Benemeriti), denominati Consiglieri, e precisamente da: un Presidente; due Vicepresidenti; un Tesoriere; un Economo; un Segretario; un Vicesegretario; cinque Consiglieri. È altresì Consigliere dell’Accademia Nazionale di Scherma, in aggiunta ai cinque sopra indicati, il Presidente della Federazione italiana scherma. L'attuale Consiglio di Amministrazione è stato eletto il 23-1-2017 (scadenza mandato il 23-1-2021)

  • News


    NEWS 3-2020 -COMUNICATO DEL PRESIDENTE DELL'ACCADEMIA NAZIONALE DI SCHERMA DI NAPOLI Sul sito https://www.federscherma.it/homepage/media/news/30953-il-consiglio-federale-traccia-il-percorso-per-permettere-alla-scherma-di-affrontare-l-emergenza-e-la-ripresa.html la federazione, sollecita come sempre verso i suoi affiliati, illustra come ingannare proficuamente il tempo ai tempi del corona virus e formula propositi per l’avvenire, ma non dimentica le vicende giudiziarie nelle quali è coinvolta; anzi: utilizza anche questa occasione per tornare sull’argomento. Peccato che dimostri, ancora una volta, di non sapere leggere per il verso giusto le sentenze. Qualche giorno fa con riferimento alla decisione del Consiglio di Stato, oggi con riferimento a quella del Collegio di Garanzia del Coni, il quale non ha affatto sostenuto che l’ultima assemblea fu regolare, né che lo statuto FIS era cosa “buona e giusta”, ma semplicemente che le impugnazioni proposte dalle varie Società furono dirette al giudice “sbagliato” (assemblea) ovvero furono intempestive (lo statuto). Che siano giuste o errate le conclusioni cui è pervenuto il Collegio, esso, come si dice, non è entrato nel merito. Infatti, per quel che riguarda la regolarità dell’assemblea, sostiene che il ricorso doveva essere indirizzato alla corte di appello e non al tribunale. Scaduti ormai i termini (secondo il Collegio, ma non è pacifico), non c’è più nulla da fare. Questo significa che l’assemblea si è svolta regolarmente? Ovviamente no; solo che non se ne può più contestare la regolarità. Quanto allo statuto, il Collegio di Garanzia ha rilevato che esso è stato impugnato prima che intervenisse la ratifica da parte del Coni e quindi quando poteva ancora essere modificato. Magari i giudici di terzo grado avrebbero potuto accorgersi che le parti toccate dalla impugnazione non erano state in nulla modificate dalla Giunta, ma fa niente! Comunque, come chiunque fuori da viale Tiziano può comprendere, il Collegio non ha affatto sostenuto che lo statuto fosse esente da ogni pecca. Oltretutto, ogniqualvolta, da ora in poi, in applicazione di una sua norma illegale, fosse lesa la posizione di un atleta o di una società, ci sarebbe sempre (e ancora) la possibilità di ricorrere. Insomma si tratta di (ritenuti) vizi formali delle impugnazioni, rilevando i quali il Collegio non ha affrontato il merito delle questioni; ma per la FIS fa lo stesso. Anzi: sostenendo di avere “avuto ragione” dalla giustizia sportiva, torna ad affermare che, ora più che prima, è determinata a non conformarsi alla decisione del Consiglio di Stato (pur volendola “rispettare”). Situazione pirandelliana, potrebbe dire qualcuno; un’enorme, ipocrita affermazione potrebbero dire altri. Il ragionamento (rudimentale) della attuale dirigenza FIS potrebbe essere così sintetizzato: se tutte le altre federazioni formano e diplomano i loro tecnici, perché non possiamo farlo noi? A parte il fatto che non è (sempre) così, la risposta è in quel che ha scritto con chiarezza il Consiglio di Stato e, ancora prima, il TAR del Lazio, che – è ancora il caso di ricordarlo? – ha annullato (annullato! è chiara questa parola?) proprio quegli esami all’esito dei quali la federazione ha diplomato i suoi tecnici. Il che dimostra, se ancora ce ne fosse bisogno, che il giudice amministrativo ha perfettamente capito che chiamare tecnici di secondo e terzo livello quelli che sono (vorrebbero essere) istruttori nazionali e maestri è solo un volgare e puerile artificio semantico (tradotto per viale Tiziano: un trucco che si fa con un gioco di parole). Resta il fatto che la FIS invita reiteratamente e pubblicamente alla violazione del giudicato. Non è cosa che si possa fare impunemente e, credo, finiranno per accorgersene.

  • Progetti


    In questa sezione troverete le informazioni e la modulistica relativa ai progetti attivi (ad es. Servizio Civile). L'Accademia è da sempre impegnata nella valorizzazione del suo patrimonio documentale e storico al fine di renderlo fruibile a tutti. VISITARE LA PAGINA PER LE INFORMAZIONI CIRCA IL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE BANDO 2019.



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